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CIVITELLA DEL TRONTO E LA SUA FORTEZZA RINASCIMENTALE – Durata: intera giornata

civitella (1)Tutta la storia di Civitella del Tronto è legata alla sua posizione strategica che, per qualche secolo, ha fatto sì che questo romantico borgo fosse la sentinella più avanzata, a settentrione, dei reami napoletani.

Le notizie più recenti riportano la costruzione della Fortezza, una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Italia – più di 500 m. di lunghezza su una cresta rocciosa per 25.000 mq di estensione – tra il 1564 e il 1576.

La Fortezza fu eretta dagli spagnoli, che all’epoca dominavano su tutta l’area (v. la coeva Fortezza spagnola de L’Aquila), e successivamente modificata e ampliata dai Borboni, ma il sito evidentemente si prestava a questo genere di costruzioni, perché in precedenza la cittadina di Civitella del Tronto era dominata da una imponente cinta muraria munita di 5 torrioni, distrutta dagli stessi abitanti di Civitella in conflitto con gli Aragonesi.

La Fortezza subì diversi assedi nel corso dei secoli, ma quello che più spesso viene rievocato tra i ricordi della storia patria fu conseguente alla difesa sostenuta contro l’esercito sardo-piemontese del 1860-61, conclusosi con la resa degli assediati il 20 marzo 1861, ultimissima roccaforte borbonica a piegarsi alla nascente Unità d’Italia.

Le ciclopiche mura, distrutte dagli assedianti dopo la presa della Fortezza, sono state riattate e aperte alle visite turistiche solo nel 1985, dopo 13 anni di restauri coordinati dalla Sovrintendenza de L’Aquila, e valgono una visita degli appassionati di questo genere di opere.

Posti di guardia, camminamenti, piazze d’armi, tutto ci riporta a quel periodo denso di avvenimenti di enorme importanza storica. All’interno della Fortezza è ospitato anche un ricco Museo delle Armi.

Ma Civitella del Tronto va visitata anche per il semplice e grazioso borgo sottostante alla Fortezza, con i suoi eleganti palazzotti e ombrosi cortili, e le sue chiese di forme barocche. Esso si sviluppa su vie tracciate parallelamente alle mura cinquecentesche della Fortezza in modo da opporre un primo baluardo difensivo agli attacchi esterni.

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