TORRE DEL CERRANO – L’AREA MARINA PROTETTA

L’area Marina Protetta Torre del Cerrano si trova nella Regione Abruzzo “regione verde d’Europa”- si sviluppa nel tratto teramano fra due Comuni, Silvi e Pineto e si estende per sette chilometri di costa.

Il toponimo “Torre del Cerrano”  deriva dal nome del torrente che scende dalle dolci colline di Atri per sfociare poi nella marina di Silvi. La Torre simbolo del parco marino fu costruita nel 1568 dagli spagnoli sotto il reame spagnolo di Napoli da parte di Alfonso Salazar, come punto di osservazione contro le incursioni di pirati saraceni che attaccavano la costa per rappresaglie e per rifornirsi di cibo.

La torre si affaccia sul grande e incontaminato arenile, attorniata da un grande giardino botanico ed è ora la sede del Centro di Biologia Marina, del museo del mare e centro di accoglienza visite.

Proprio di fronte alla Torre, nel tratto di mare a pochi centinaia di metri dalla riva, si trovano i resti dell’antico porto della citta di Hadria probabilmente di epoca romana. Durante la stagione estiva le guide del parco organizzano in tutta sicurezza, per i visitatori interessati, uscite guidate, nuotando con maschera e boccaglio per esplorare i reperti del porto che si trovano a pochi metri di profondità.

I simboli della Riserva sono la Trivia multilirata, una piccola conchiglia molto rara da trovare nelle spiagge che appartiene ad un piccolo mollusco marino della famiglia dei gasteropodi e lo Zafferanetto delle spiagge, una piccola pianta della famiglia delle Iridaceae che fiorisce da febbraio e marzo. Sulle dune dell’Area Marina Protetta, oltre all’osservazione di molte e interessanti specie di insetti si può osservare la presenza di specie di avifauna insolite e particolari. Qui nidifica il fratino (Charadrius alexandrinus), raro uccello migratore che frequenta la spiaggia da aprile a settembre inoltrato e che torna ogni primavera per la deposizione delle uova.

LA PINETA DELL’AREA MARINA TORRE DEL CERRANO

Fu Luigi Corrado Filiani, possidente ad avviare, ai primi del ‘900, il progetto che avrebbe segnato la storia e il contesto urbanistico della futura Pineto: la realizzazione di una pineta litoranea, che riproponesse la situazione dell’antica selva litoranea scomparsa a causa del forte utilizzo del legname attuato nei secoli precedenti. Filiani iniziò l’impianto dei pini nei primi anni ‘20 a sud del torrente Calvano, proseguì fino a terminare con gli ultimi impianti realizzati nell’area prospiciente il quartiere Corfù di Pineto e, come omaggio al D’Annunzio de “La pioggia nel Pineto”, cambiò il nome del paese da “Villa Filiani” a “Pineto”. Da allora il Corpo Forestale ha proseguito il lavoro impiantando altri filari di pini fino ad arrivare nelle immediate vicinanze del fortilizio di Cerrano e proseguendo anche oltre, nell’area nord del comune di Silvi. Un ambiente unico, fra mare e terra, che crea un microclima particolarmente favorevole durante la stagione estiva e che contiene all’interno anche elementi di alta valenza naturalistica.

 

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